Cucina Afrodisiaca. Gli alimenti piccanti

Nella Bibbia si parla dei poteri della radice di mandragola, ma è dalla civiltà greca e dalla dea dell'amore (Afrodite) che venne coniato il termine "Afrodisiaco", che sta ad indicare ogni sostanza capace di eccitare o esaltare lo stimolo e il potere sessuale.

I Greci consigliavano a tale scopo: cipolle, tartufi, miele, uova, storione, pesci, crostacei; questi ultimi, perché provenivano dal mare che aveva dato i natali ad Afrodite.

Erano poi decantati alcuni cibi esotici a cui venivano attribuite proprietà speciali solo per il fatto di provenire da luoghi lontani.

Nell'Ars amatoria, Ovidio esalta ad esempio l'azione afrodisiaca della rucola, "l'afrodisiaca erba d'eruca", come la chiamava il poeta, la quale cresceva spontanea intorno alle statue falliche rappresentate nell'antica Grecia, in onore del dio Priapo.

A questi alimenti, i Romani aggiunsero gli organi genitali di alcuni animali: l'asino, il lupo, il cervo, animali selvatici, ritenuti validi sotto il profilo sessuale.

Nel Medioevo si giura sull'effetto del cervello di piccione. Caterina da Forlì elogiava l'estratto di verga d'asino essiccata. Gli orientali sono sicuri del corno di rinoceronte, delle pinne di pescecane, dei testicoli di tigre.

gli alimenti "afrodisiaci"

Le Ostriche

Le ostriche sono famosissime per le loro virtù afrodisiache grazie ai sali minerali che contengono e soprattutto al glicogeno, elemento fondamentale per la contrazione muscolare. Si racconta che a un uomo fu consigliato di mangiarne una dozzina per incrementare la sua potenza sessuale. Egli seguì subito il suggerimento e quando gli chiesero, se le ostriche avessero funzionato, rispose: “ Non proprio, ne ho mangiato una dozzina ma soltanto dieci hanno funzionato!

 

Il Pesce

I pesce rappresenta insieme con il gambero una delle più importanti fonti di fosforo e proteine di cui il nostro organismo ha grande bisogno.

Nel corso della loro grande vita i pesci si sono evoluti in circa 20.000 specie; il loro numero, è senz’altro superiore a quello complessivo di tutte le specie di vertebrati conosciute.

La storia evolutiva dei crostacei in genere e soprattutto quella dei gamberi risale, invece a circa 350 milioni di anni fa quando in Scozia fu ritrovato l’antenato della nostra moderna astice. Alimentandosi con questi cibi si stimola non solo il nostro cervello, cui diamo un grande apporto di fosforo, ma anche il nostro desiderio.

Il sangue dei gamberi, infatti, quando questi animali sono vivi, può avere una tinta bluastra e produrre elementi cellulari che fungono da veri e propri afrodisiaci umani.

Il Tartufo

Capace secondo Balza "di far ardere i lombi come quelli di un leone in calore". Contiene l'androstendiolo, ormone presente anche nel maiale maschio e nel sudore umano.

Gli Asparagi

Fin da tempi molto antichi, gli asparagi venivano considerati altamente afrodisiaci. I Greci addirittura consigliavano di mangiarli con moderazione per non incorrere in effetti secondari non molto piacevoli.

La Cioccolata

La cioccolata contiene feniletilamina, la sostanza che il cervello produce quando ci innamoriamo e che è presente anche nel formaggio. Cioccolato è un termine onomatopeico e deriva dalla parola atzeca Xocolatl dove atle significa acqua e xoc sta per il rumore che la bevanda fa quando viene sbattuta nel recipiente in cui si prepara. Gli atzechi facevano risalire l'origine del cacao a Quetzalcóatl - il dio serpente piumato - il quale, come narra la leggenda, offrì loro questa pianta per alleviare le loro fatiche e rallegrare il loro riposo. I frutti del cacao erano così preziosi che venivano usati come moneta e si poteva comprare un coniglio con 10 chicchi e una cortigiana con 12. Si racconta che l'imperatore Montezuma per aumentare il suo vigore sessuale si facesse servire tutti i giorni non meno di 50 coppe di schiumoso xocolatl.

Il Vino

 

E infine il vino. Ce lo ricordano Ovidio nell'Ars Amandi e Apuleio che dice: "Il vino basta a vincere la viltà del pudore ed a mettere in forza il piacere". Ma prima ancora la Bibbia: "Il vino e le donne fanno traviare gli uomini assennati". Più recentemente Goldoni, nella Locandiera, fa dire a Mirandolina: "Viva Bacco, viva amore/ l'uno e l'altro ci consola/ uno passa per la gola/ l'altro va dagli occhi al cuore/ Bevo il vin, cogli occhi poi.../faccio quel che fate voi". In sostanza il vino, in dosi moderate, è un afrodisiaco solo in quanto solvente del super-io.

Le Spezie

Il pepe, il peperoncino: provocano vasodilatazione nella zona lombosacrale che comprende anche gli organi genitali.

 

Note: Prelibati e delicati, prestigiosi e raffinati, con un sapore delicato ma sostenuto, i crostacei sono riconosciuti come una squisitezza alimentare fin dall’antichità. Hanno un corpo rivestito da una crosta o corazza rigida, dieci paia di zampe e due antenne; diverse specie posseggono inoltre due chele che usano per difendersi.

I crostacei migliori provengono dai mari di scoglio.

Le aragoste, gli astici e i vari tipi di granchio devono essere acquistati vivi; gli animali venduti morti, surgelati e precotti hanno un valore molto inferiore a quelli vivi. Non hanno bisogno, in genere, di una preparazione preliminare, tranne una generica pulizia. I crostacei devono essere immersi vivi in acqua bollente; si introduce per prima la testa, in modo che l’animale muoia immediatamente. Devono essere cotti pochissimo, soprattutto se servono a creare sughi, altrimenti diventano stopposi; se cucinati con altri ingredienti devono essere aggiunti solo a fine cottura. Il carapace, il guscio che racchiude la testa e il tronco, può essere conservato intero per guarnire la portata. Nelle Aragoste e nei Gamberi si distinguono antennule, antenne, mandibole, piedi mascellari, pinze o chele, zampe propriamente dette, false zampe o "palette", che servono a sentire, toccare, prendere, triturare, masticare, afferrare, camminare, mangiare e in più, per quanto riguarda le appendici addominali a trattenere le uova. Nelle femmine alcune zampe ambulatorie servono anche alla riproduzione in quanto gli organi sessuali si aprono alla loro base. 


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