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Aragosta Mediterranea

Palinurus elephas (Fabricius)

I nomi dialettali disponibili in letteratura per questa specie sono:

Aligusta, Aliusta (Abruzzo); Aravosta, Ravosta (Campania); Agosta, Agusta (Friuli Venezia Giulia); Aragusta, Alagousta (Liguria); Aligusta, Aliusta (Lazio); Aligusta, Aliusta (Marche); Gravosta, Ravuosta, (Puglia); Arausta, Ariusta (Sicilia); Aagusta (Sardegna); Ragosta (Toscana); Agosta, Langusta (Veneto).

Nomi nelle varie lingue internazionali: Cro.: Iseebi. Dan.: Languster. Fra.: Langouste rouge. Gre.: Astakos. Ing.: Common spiny lobster. Nor.: Languster. Ola.: Langoesten. Por.: Lagosta. Spa.: Langosta commœn. Ted.: Languste.

 

DOVE VIVE

L'Aragosta mediterranea vive comunemente a profondità comprese tra i 20 ed i 70 m, ma è possibile trovarla anche oltre i 200 m.E' specie demersale, che vive di preferenza su fondi rocciosi o ghiaiosi. Si trova raramente su fondali sabbiosi. 

COME VIVE

Palinurus elephas alterna nel corso della vita compor-tamenti solitari e di gruppo ed è presente a profondità minori da marzo a novembre, mentre migra a profondità maggiori nella restante parte dell'anno. 

LA RIPRODUZIONE

La specie è a sessi separati. I maschi attaccano le spermatofore sul ventre della femmine e, all'emissione delle uova, avviene la fecondazione. Le femmine portano le uova aderenti all'addome (femmine ovigere) anche per mesi, ossigenandole con il movimento degli arti natatori, fino alla schiusa. Le larve sono piatte, con lunghi arti e nuotano orizzontalmente in superficie conducendo vita pelagica, per poi mutare più volte, fino a diventare giovanili e posarsi sul fondo.Il periodo riproduttivo è variabile: nel Mediterraneo occidentale è settembre-ottobre, nell'Adriatico, marzo-giugno e agosto-settembre, dicembre-gennaio, lungo le coste sarde.

COME RICONOSCERLA

L'Aragosta mediterranea è un Crostaceo di taglia medio-grande, dal corpo robusto, allungato, di forma tubulare, diviso in una parte anteriore (cefalotorace: fusione tra testa e torace) ed una parte posteriore (addome) segmentata. Il cefalotorace è ricoperto di un robusta corazza calcificata (carapace), con numerose spine coniche e poco appuntite.Caratteristica la presenza di due antenne lunghe più del corpo. Gli occhi sono peduncolati, mobili e sormontati da grosse spine trian-golari, divergenti verso l'esterno a forma di V, con interposto un piccolissimo rostro. Al cefalotorace sono unite 13 paia di appendici, tra cui 5 sono arti per camminare (pereiopodi). Questi, a differenza di altre specie della stessa famiglia, non hanno chele, anche se presentano spine. L'addome è costituito da 6 segmenti mobili; i primi 5 dispongono di un paio di appendici per il nuoto (pleiopodi). I segmenti dell'addome sono lisci ed intersecati longitudinalmente da una piega e con il bordo segmentato e terminano con un ampio ventaglio caudale (telson) ben sviluppato. La colorazione del corpo è bruno rossastra o bruno violacea con macchie chiare sul corpo. Caratteristica la presenza sui primi 5 segmenti addominali di un paio di grandi macchie simmetriche chiare. La lunghezza massima di questa specie è di 50 cm, comune a 20-40 cm.

COME DISTINGUERLA DALLE SPECIE SIMILI

Delle 32 specie di Aragosta presenti nei mari di tutto il mondo, 3 sono presenti nel Mediterraneo; tra queste, Palinurus regius, diffusa unicamente lungo brevi tratti della costa sud della Francia e della Penisola iberica, è facilmente distinguibile dalle altre per la colorazione verde a diverse tonalità. L'altra Aragosta presente nei nostri mari è Palinurus mauritanicus, distinguibile da P. elephas per la presenza di caratteristiche bande trasversali distinte sui pereiopodi, per le numerose macchie chiare su carapace ed addome e per la minore divergenza delle spine sopra gli occhi. 

DIFFUSIONE E PESCA

L'Aragosta mediterranea è uniformemente diffusa lungo le nostre coste, occupando l'intero bacino del Mediterraneo, ad eccezione della parte sudorientale. Questa specie è presente inoltre in buona parte del versante est dell'Oceano Atlantico, dalla Norvegia alle Isole Britanniche a nord e dal Marocco alle Isole Azzorre a sud. Il limite sud di distribuzione è Capo Bojador (Marocco).Palinurus elephas è oggetto di pesca professionale essenzialmente con attrezzi fissi (reti e nasse), sono possibili catture lungo le nostre coste con reti di profondità. 

MERCATO

L'Aragosta è commercializzata principalmente viva, ma anche fresca o congelata. Le famiglie italiane nel 1998 hanno acquistato 137 tonnellate di aragoste fresche, con una diminuzione del 17 % rispetto al 1997. Il prezzo medio al chilogrammo nel 1998 è stato di 56.102 lire, con un aumento del 26.3 % rispetto al 1997 (ISMEA-Nielsen).

CONSUMO

Palinurus elephas ha carni di grande pregio, apprezzate sin dall'antichità. Raffigurazioni di questa specie sono presenti nei mosaici dei vivai pompeiani, dove è anche raffigurata in un combattimento con un polpo.Il valore nutrizionale di questa specie è molto buono, in particolare per l'apporto proteico, di carboidrati e sali minerali.I dati dell'Istituto Nazionale della Nutrizione indicano infatti che 100 grammi di parte edibile (carni) di Aragosta contengono 16.20 g di proteine, 1.90 g di carboidrati e 1.00 g di grassi insaturi. L'Aragosta ha un buon contenuto in sali minerali (Calcio: 60 mg; Fosforo: 280 mg, Ferro: 0.8 mg) ed in vitamine (B1: 150 mcg; B2: 180 mcg).

 

LA RICETTA

Riportiamo una ricetta, sugo per condire pasta o riso, di facile preparazione:

Salsa con aragosta al curry

Per 4 persone

300 g di polpa di Aragosta

1 cucchiaio di cipolla tritata finemente

1 spicchio di aglio

30 g di burro

1/2 bicchiere di brandy

1 cucchiaino di curry

brodo di pesce (2 decilitri)

3 pomodori freschi

basilico

Tagliare a pezzetti piccolissimi l'aragosta. Mettere in una padella il burro e farlo rosolare con la cipolla. Aggiungere aragosta, curry e brandy poi brodo di pesce e  pomodoro. Sobbollire fino a quando la salsa sarà divenuta densa e cremosa.


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