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Testi e storia canti popolari maremmani

I canti, specchio della Maremma tra '700 e '900, si ispirano a tematiche varie come quella del lavoro duro e faticoso di quei tempi; del corteggiamento e dell'amore tra struggimento e ironia; del paesaggio, tra fiera e amara bellezza. Ma ci sono il sorriso e l'ironia tutta toscana con brani accattivanti e musicalmente trascinanti.

 

L'intento del gruppo è comunque quello di condividere con il pubblico le tradizioni della terra maremmana, la cui storia si può e si deve ricordare anche attraverso uno strumento semplice come il canto popolare.

Quando i nostri nonni erano giovanotti maremmani, questa terra che oggi attrae turisti da tutto il mondo, viveva prevalentemente di agricoltura, pastorizia e delle materie prime estratte dalle miniere presenti nell’intero territorio. Da tali attività presero vita tradizioni fortemente legate al calendario contadino e si crearono momenti di scambio ed occasioni di socializzazione.

Grazie a questo entroterra culturale ancora oggi in Maremma è possibile incontrare varie manifestazioni che creano occasioni per stare insieme e far rivivere la tradizione. 

Canti dal tono canzonatorio sono frequenti nella tradizione popolare: hanno spesso per oggetto la donna, i preti, le serve....Anche in Maremma se ne trovano e la loro provenienza è sovente quella delle zone del Monte Amiata. Venivano cantate dai lavoratori stagionali per alleviare la fatica del lavoro. 

 

Nel periodo del maggio è ancora viva la tradizione del canto di questua, che affonda le radici in riti antichi sulla fertilità, sulla ospitalità, tipici della civiltà contadina tradizionale. Il canto del "Maggio", come canto della festa del lavoro e quindi con chiari contenuti politici e sociali,è andato facendosi strada verso la fine dell'800 e ancor oggi si trova viva, in molte parti della Maremma. Il rito si ripete nello stesso modo, la notte fra il 30 aprile e il 1° maggio.

Il testo del "Maggio" è stato scritto da Morbello Vergari e cantato nella zona di Roselle e Poggio La Mozza in occasione del maggio 1974.


Maremma amara

Tutti mi dicon Maremma, Maremma

Ma a me mi pare una Maremma amara

L'uccello che ci va perde la penna

Io c'ho perduto una persona cara.

Sia maledetta Maremma Maremma, 

sia maledetta Maremma e chi l'ama

Chi va in Maremma e lassa l'acqua bona 

Perde la dama e mai piú la ritrova,

Chi va in Maremma e lassa la montagna

Perde la dama ed altro non guadagna.

Sia maledetta Maremma Maremma,

sia maledetta Maremma e chi l'ama.

 

Bella ti dó

Signor curato, c'è qui una vecchia

bella ti do', bella ti do', bella ti do'.....

signor curato, c'è qui una vecchia che si vuole confessare, bella ti do'.....

Rosina bella, ti do un bacin d'amor, ti do un bacin d'amor

Se c'è una vecchia mandala via

bella ti do', bella ti do', bella ti do'......

Se c'è una vecchia mandala via, dannazione dell'anima mia bella ti do'.....

Rosina bella, ti do un bacin d'amor, ti do un bacin d'amor

Signor curato, c'è qui una sposa

bella ti do', bella ti do', bella ti do'......

Signor curato, c'è qui una sposa, si vorrebbe confessare, bella ti do'...

Rosina bella, ti do un bacin d'amor, ti do un bacin d'amor 

Se c'è una sposa, si faccia avanti

bella ti do', bella ti do', bella ti do'......

Se c'è una sposa, si faccia avanti, che il curato confessa tanti, bella ti do....

Rosina bella, ti do un bacin d'amor, ti do un bacin d'amor.

E mentre il prete la confessava

bella ti do', bella ti do', bella ti do'......

E mentre il prete la confessava, sulla bocca la baciava, bella ti do

Rosina bella, ti do un bacin d'amor, ti do un bacin d'amor.

C'era la figlia e lo disse al padre

bella ti do', bella ti do', bella ti do'......

C'era la figlia e lo disse al padre, che il curato baciava la madre, bella ti do.

Rosina bella, ti do un bacin d'amor, ti do un bacin d'amor. 

E il marito (lo capirete!)

bella ti do', bella ti do', bella ti do'......

E il marito (lo capirete!) bastonò la moglie e il prete, bella ti do'

Rosina bella, stavolta col baston, stavolta col baston!

Maggio

Aprile ci ha lasciato

co'na giornata bella,

ritorna Maggio

e la splendente stella

I geli son passati

torna la Primavera,

si sente cinguettar

la Capinera.

Spuntando il nuovo sole

col suo manto d'oro

illumina la festa

del Lavoro.

I nonni rubicondi

lasciano il focolare

e vanno al sole a farsi

riscaldare.

La vaga rondinella

l'ha fatta la covata,

dateci l'ova per

fa' la frittata.

E più che ce ne date

E più che ce ne date,

più grosse si faranno

le frittate!

E dateci dell'ova

e dateci il prosciutto,

accetteremo tutto,

sì, proprio tutto!

Mettete in abbondanza

di roba nel paniere

e poi accetteremo

anche da bere.

Ora che s'è cantato

prima de far partenza

del Maggio vi auguriamo

la semenza.

Ti vò insú

dato

l'ho buttati in una vasca,

ti vo'nsù, ti vo'ngiù, ti vo'ntasca

l'ho trovata meglio di te.

Più bellina, più elegante,

più sincera nell'amore;

me l'ha data 'na pena al cuore,

fin che vivo la voglio amà.

Finché vivo e finché campo

finché dura la mia vita,

finché dura la mia vita

finché vivo la voglia amà.

Tanto te non mi fai niente

non mi lavi e non mi stiri,

sotto il ponte dei sospiri

t'hanno visto a far l'amor

tanto te non mi fai niente

non mi stiri e non mi lavi,

questa voglia non te la cavi

di venire a dormire con me.

Sei bellina e sei carina

hai il colore delle viole,

sei bellina e nessuno ti vuole

e quest'anno il marito non c'è.

Sei bellina e sei carina

hai il colore dell'erba tagliata,

sei bellina e sei stata baciata

e quest'anno il marito non c'è. 

Serenata

Siamo venuti a far la serenata

padron di casa se contento siete

so c'avete 'na figlia garbata

e sotto de' vostri occhi la tenete.

Se dormi svegliati

fanciulla adorata

la serenata

la canto per te.

Ditele che c'è uno dei suoi amanti

la viene a visità tra suoni e canti

ditele che c'è uno dei suoi amori

la viene a visità tra canti e suoni

Se dormi svegliati

fanciulla adorata

la serenata

la canto per te.

Svegliati cara e mettiti a sedere

levalo questo cuor da tante pene

svegliati cara e mettiti i tuoi panni

levalo questo cuor da tanti affanni

Se dormi svegliati

fanciulla adorata

la serenata

la canto per te. 

Il pecoraro

(Donne)

Quando ci vai in Maremma

bel pecoraro?

D'amor sei caro, caro mio ben

quando ci vai in Maremma?

Io vò venir con te!

(Uomini)

Che vuoi venire a fare

bell'Angiolina,

rosa meschina, caro mio ben,

che vuoi venire a fare?

E vuoi venire con me!

(Donne)

Fa' l'erba al tuo cavallo

bel pecoraro,

d'amor sei caro, caro mio ben,

fa' l'erba al tuo cavallo,

io vò venir con te!

(Uomini)

Dove la dormirai

bell'Angiolina,

rosa meschina, caro mio ben

dove la dormirai?

E vuoi venir con me.

(Donne)

Accanto al tuo costato

bel pecoraro,

d'amor sei caro, caro mio ben,

accanto al tuo costato,

io vò venir con te!

(Uomini)

Ti verranno i figlioli

bell'Angiolina,

rosa meschina, caro mio ben,

ti verranno i figlioli

e vuoi venir con me!

(Donne)

Saranno miei e tuoi

bel pecoraro,

d'amor sei caro, caro mio ben,

saranno miei e tuoi,

io vò venir con te! 

(Uomini)

Du' le farai le pezze

bell'Angiolina,

rosa meschina, caro mio ben,

du' le farai le pezze,

e vuoi venir con me! 

(Donne)

Le tue bianche camicie

bel pecoraro,

d'amor sei caro, caro mio ben,

le tue bianche camicie,

io vò venir con te! 

(Uomini)

Dove l'allatterai,

bell'Angiolina,

rosa meschina, caro mio ben,

dove l'allatterai?

E vuoi venir con me. 

(Donne)

L'attacco al mio costato

bel pecoraro,

d'amor sei caro, caro mio ben,

l'attacco al mio costato

io vò venir con te! 

(Uomini)

Dove li cullerai

bell'Angiolina,

rosa meschina, caro mio ben,

dove li cullerai

E vuoi venir con me. 

(Donne)

Sul basto del cavallo,

bel pecoraro,

d'amor sei caro, caro mio ben,

sul basto del cavallo

io vò venir con te! 



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