Ottava rima maremmana

L'Archivio delle tradizioni popolari della Maremma grossetana ha avviato un programma di digitalizzazione del suo fondo documentario su supporti audio e video, fotografici e cartacei.

Recentemente alcuni dei suoi collaboratori hanno avviato un percorso per la progettazione e la realizzazione di un Archivio dell'ottava rima da realizzarsi a Ribolla, in connessione con l'Associazione Sergio Lampis "improvvisar cantando".

 

È dal 1992 che questa associazione organizza annualmente (di solito la seconda domenica di aprile) una rassegna di poeti estemporanei che si confrontano in contrasti nella ormai nota Sala ARCI di Ribolla. Il programma di realizzazione dell'Archivio dell'ottava rima prevede, fra l'altro, di costituire una rete regionale delle associazioni e degli enti interessati al fenomeno dell'improvvisazione poetica in ottava.

Il nuovo organismo che si viene a creare, si prefigge lo scopo di affiancare l'Associazione Sergio Lampis nella realizzazione della rassegna annuale di poeti, ma soprattutto di costituire un punto di riferimento per gli studiosi dell'ottava rima e della poesia improvvisata, offrendo un supporto agli studenti ed a tutti gli interessati e appassionati. Per questo intende utilizzare alcuni degli strumenti oggi a disposizione, come le schede di catalogo. Inoltre il nuovo archivio si prefigge lo scopo di raccogliere intorno a sé le migliori competenze in materia, per stimolare la riflessione e la conoscenza di questo sapere popolare. Il suo scopo non è conservativo in senso rigido, perchP l'ottava rima, essendo un fenomeno tradizionale, per poter esistere ha bisogno di essere libera da cristallizzazioni.

 

Tuttavia, nella consapevolezza che si tratta di un sapere labile, delicato, basato sul rapporto stretto fra i poeti, fra i poeti e il loro pubblico, sulla fiducia che i poeti ripongono negli organizzatori delle loro "riunioni", nei documentatori e negli studiosi, il nuovo archivio aspirerebbe anche a preservare questo fenomeno dall'invadenza di poteri troppo forti, come quello politico e quello economico, che inevitabilmente lo distruggerebbero.


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