Tripadvisor con mia mamma

Mia mamma adora TripAdvisor, ancora più di amici della De Filippi. È come ritornasse bambina a giocare nei cortili dei palazzi dove abitava. Gli piacciono moltissimo le recensioni dei viaggiatori, mentre delle foto e delle informazioni generali non gli importa nulla. 

Ovvia giù, mi chiede, mi fai leggere un po’ le ultime di trippeevvai? Inforca i suoi occhiali spessi, si fa dare il mio iPad e mi chiede di aprigli la pagina direttamente sul nostro profilo aziendale. Appena si accorge di una recensione, senza iniziare nemmeno a leggerla, al di sotto delle cinque stelle esclama a voce alta: eh no! Ma questo che vuole? Poi si rivolge a me chiedendomi: è brutta o bella questa recensione? Mamma gli rispondo: è normale, parlano bene del ristorante ma non benissimo del servizio. Lo sapevo, risponde lei, è colpa del cameriere nuovo, te l’avevo detto che un n’è bono a fare niente! Ancora prima di leggere l’opinione del cliente lei aveva già la risposta, la sentenza ed un colpevole. Ma la sua fantomatica doppia personalità, prevale appena finisce di leggere la recensione, istantaneamente cambia opinione e mi affibbia la colpa apostrofandomi come uno che ha sempre da imparare molto e continua dicendo che deve riprendere lei in mano le redini del ristorante. Poi si riprende dalla critica (tra l’altro normale e contenuta nei modi) e elargisce i suoi consigli propedeutici al miglioramento dello stato di fatto. Fortunatamente sono molti più gli elogi delle critiche, altrimenti non ci dormirebbe la notte.

 

Mia mamma, lo devo ammettere, è nel bene, la parte migliore di me. Alcuni anni fa gli dedicai una poesia dove la descrivevo come una bella signora dagli sbalzi di Marzo, oggi, anche se si è fatta un attimo più rompipalle, rimane un bell’esempio da emulare.

 

Dove però mia madre non riesce a nascondere la sua allegria, non essendo mai stata avvolta dal mantello dell’ipocrisia, è alla lettura delle recensioni degli altri ristoranti. Non riesce proprio a nascondere un sorrisetto per le sventure culinarie altrui. Quando gli leggo le critiche mosse dai clienti di altri locali, candidamente ammette che in cuor suo tutto supponeva, tutto già sapeva. 

Quella, dice lei, ti ricordi che mani aveva? Nooo? Aveva delle unghie sudicie.... mamma mia, come si fa a cucinare con le unghie a quella maniera?..

 

Infine si alza dalla sedia, si toglie gli occhiali ed euforica esclama: dammi un bacio io vado in spiaggia! Andrà a raccontare tutto alle sue amiche di sempre, fiera del suo bellissimo stabilimento balneare, felice e spensierata, come quando, mi immagino, fosse giovane e giocava a campana, nei cortili dei palazzi dove abitava. Perché quando siamo a posto con la nostra coscienza, le gote si arrossano per i sorrisi, gli occhi si aprono più agli altri e inevitabilmente tendiamo a ringiovanire.